Archivio per luglio 2006

Un pò di storia…   11 comments

Cenni storici sull’organo

Il primo strumento che può essere designato Organo è l’ “HYDRAULIS” o Organo idraulico, di cui la tradizione attribuisce l’invenzione a Ctesibio di Alessandria (III sec. a. C.). Grazie alle descrizioni pervenuteci da anche scrittori quali Filone, Vitruvio, Erone, nonchè alla scoperta dei resti ben conservati di Organi idraulici (presso Budapest, dove sorgeva l’antica Aquincum e a Pompei) o di modelli (quale la terracotta risalente agli inzi del II sec. d. C. conservata al museo St.-Louis di Cartagine), si è oggi bene informati sulle caratteristiche di questo strumento. Esso era dotato di più registri, di somiere a canali per registro, di una tastiera estesa (nei tipi più evoluti) di circa due ottave (ogni tasto azionava una stecca forata, analoga alle stecche dei registri del somiere “a tiro”); era alimentato da aria compressa da pompe in recipienti contenenti acqua. L’ “hydraulis” era uno strumento di carattere  profano, usato soprattutto nei circhi; sembra che esso sia sopravvissuto  per tutto il prima millennio dell’era volgare, mentre conteporaneamente si faceva strada un altro tipo di organo che non sfruttatva più la pressione fornita dall’acqua e che gettava le basi del funzionamento così come ancora oggi avviene.

  

Mentre in Oriente l’organo conservò il carattere di strumento profano, in Occidente fu accolto dalla Chiesa, divenendone lo struento liturgico per eccellenza. Nel 757 l’imperatore Costantino Copronimo inviò a Pipino, re dei Franchi un organo che fu collocato nella chiesa di S. Cornelio a Compiègne; è questa una delle prime testimonianze dell’impiego dell’organo in un contesto liturgico. L’estensione della tastiera, inizialmente assai limitata, andò man mano aumentando: verso la metà del XV sec. essa raggiunse spesso le quattro ottave ed i tasti (in origine a forma di grande leva) si fissarono nella forma ancor oggi in uso. Nel XVI sec. iniziano le testimonianze dell’uso della pedaliera. L’invenzione del meccanismo del “registro” e la conseguente articolazione del corpo sonoro dell’organo in file di canne inseribili indipendentemente sembra risalire solo agli ultimi decenni del XV sec.

Con l’inserimento dei registri gli organari italiani separarono in registri singoli tutte le file di canne, limitando ad un solo registro (il Principale) il ruolo di registro di base, producente il suonofondamentale, accordando gli altri registri secondo i suoni armonici di ottava e di quinta, sì da ottenere dalla loro diversa combinazione sulla base del Principale svariati armonici artificiali. Tranne qualche rara eccezione sino al XVIII sec. i costruttori italiani rimasero fedeli al tipo d’organo in un sol corpo, comandato da un unico manuale e da e da una pedaliera di limitata estensione, spesso semplicemente accoppiata alla parte grave del manuale.

Nei paesi nordici già dal XV sec. l’organo era di considerevoli dimensioni e si articolava in due o più corpi a ognuno dei quali corrispondeva spesso una distinta tastiera. Una tappa fondamentale nell’evoluzione dell’organo nordico fu l’aggiunta al corpo principale (cioè il francese Grand-Orgue o il tedesco Hauptwerk) del “positivo tergale” (chiamato in tedesco Ruckpositiv); tale positivo venne poi stabilmente collocato sulla balaustra della cantoria, dietro le spalle dell’organista. Il positivo tergale divenne parte integrante di ogni grande organo nei paesi germanici, in Francia  ed anche in Spagna; rara fu la sua apparizione nel territorio italiano e comunque sempre ad opera di organari stranieri o su imitazione di quelli. Quale tezo, piccolo corpo d’organo, in Germani e nei Paesi Bassi si sviluppò il Brustwerk collocato ad una specie di armadietto, dotato di portelle, incorporato tra lo Hauptwerk e le tastiere: ve ne sono esempi, anche se limitati ad un solo registro (solitamente un regale) e senza tastera autonoma, anche in Italia nei sec. XVII e XVIII.

L’organaria francese, che ebbe la sua massima fioritura dalla metà del XVII alla metà del XVIII sec., anzichè aggiungere ulteriori completi corpi d’organo, preferì arricchire lo strumento di singoli registri solistici comandati da tastiere indipendenti: ai manuali del Grand-Orgue e del Positif si aggiunsero così un terzo manuale, limitato alla tessitura acuta, corrispondente ad un “cornetto” (Cornet séparé o Cornet du Récit), e un quarto manuale, anch’esso limitato al “dessus” e corrispondente ad un altro “cornetto” posto in posizione analoga al Brustwerk germanico, ma completamente nascosto onde produrre un effetto d’eco (Cornet d’Echo).

 

…Continua!!!

Pubblicato 27 luglio 2006 da organarius83 in L'Organo: la storia

Prossima pubblicazione…   5 comments


Prossimamente pubblicherò la storia dell’organo: dall’organo “Hydraulis” ai nostri giorni…


Buona lettura..!!!

  



Giuseppe Raccuglia Organarius

 




Pubblicato 22 luglio 2006 da organarius83 in Senza categoria

Chiesa S. Gabriele Arcangelo (PA)   1 comment

Chiesa S. Gabriele Arcangelo (PA)

  

I MANUALE:

Principale 8′(1-12 di legno)

Ottava 4′

XV 2′

XIX 1.1/3′

XXII l’

Flauto Camino 8′

Flauto XII 2.2/3′

Flauto XVII 1.3/5′

 

PEDALE

Subbasso 16′

II MANUALE

Bordone 8′ (1-12 di legno)

Flauto Camino 4′

Nazardo 2.2/3′

Ottavino 2′

Pienino 2 File (XXVI+ XXIX)

Violetta 8′

Tremolo

I MANUALE:

Principale 8′(1-12 di legno)

Ottava 4′

XV 2′

XIX 1.1/3′

XXII l’

Flauto Camino 8′

Flauto XII 2.2/3′

Flauto XVII 1.3/5′

 

PEDALE

Subbasso 16′

II MANUALE

Bordone 8′ (1-12 di legno)

Flauto Camino 4′

Nazardo 2.2/3′

Ottavino 2′

Pienino 2 File (XXVI+ XXIX)

Violetta 8′

Tremolo

I MANUALE:

Principale 8′(1-12 di legno)

Ottava 4′

XV 2′

XIX 1.1/3′

XXII l’

Flauto Camino 8′

Flauto XII 2.2/3′

Flauto XVII 1.3/5′

 

PEDALE

Subbasso 16′

II MANUALE

Bordone 8′ (1-12 di legno)

Flauto Camino 4′

Nazardo 2.2/3′

Ottavino 2′

Pienino 2 File (XXVI+ XXIX)

Violetta 8′

Tremolo

I MANUALE:

Principale 8′(1-12 di legno)

Ottava 4′

XV 2′

XIX 1.1/3′

XXII l’

Flauto Camino 8′

Flauto XII 2.2/3′

Flauto XVII 1.3/5′

 

PEDALE

Subbasso 16′

II MANUALE

Bordone 8′ (1-12 di legno)

Flauto Camino 4′

Nazardo 2.2/3′

Ottavino 2′

Pienino 2 File (XXVI+ XXIX)

Violetta 8′

Tremolo

 

 

Unioni ed Accoppiamenti

– A placchetta:       I-P – II-P – UT – Comb.Libere

– A pedaletto          I-P – II-P – UT – LG – R – T

 

 

LG= combinazione libera da prepararsi prima dell’esecuzione

UT= unione tutte (solo manuali)

  

  

Anno/Costruttore: Costruito nel 1967 dalla Ditta G.Tamburini di Crema­

  

Somieri: I° e II ° Manuale e Pedale del tipo a ventilabro e stecche per i registri con comando elettropneumatico in ferro ancorate su tavole in multistrati.

  

Mantici: n.2 a una lanterna per alimentazione e Pedale n. 1 del tipo “Fluttuante”  per il I°Manuale. Valvole a ventilabro all’interno di ogni mantice.

                              

 Canne di mostra: Seguito del registro di Principale 8′

  

Consolle a finestra che racchiude due tastiere 61 tasti Do/Do ­.

  

  

Parascosse su condotto per il I°Man. e al somiere per II° Man.;portelle mobili per Espr.  azionate da sistema meccanico a leve dalla Staffa in consolle.

  

Pedaliera radiale 32 pedali Do/Sol.

  

Leggio e luci pedaliera – Panca fissa.

  

n° 2 staffe – Crescendo – Espressione II° man.

  

pulsanti avv/arr luci.

  

Indicatore meccanico a lancetta del Crescendo.

  

Giuseppe Raccuglia Organarius

 
 

Pubblicato 19 luglio 2006 da organarius83 in Organi palermitani

L’Organo: come è fatto?   1 comment

Ecco cosa c’è dietro la facciata delle canne..!

 

Il termine Organo deriva dal greco "organon" attraverso il latino "organum".

L’Organo è uno strumento musicale nel quale i suoni sono prodotti da canne alimentate da aria inviata da una manticeria e regolata per mezzo di tasti. Le parti costitutive dell’Organo sono: la manticeria, i somieri, la consolle, le trasmissioni, e le canne.

 

La manticeria provvede ad immagazzinare e fornire aria allo strumento ad una pressione costante. Nel corso dell’evoluzione storica dell’Organo furono impiegati mantici di tipo rudimentali, analoghi a quelli usati dai fabbri, mantici "a cuneo" o "a libro", mantici "a lanterna".Attualmente l’alimentazione dei mantici è regolarmente fornita da elettroventilatori. L’organaria classica ha sempre fatto uso di pressioni basse (in Italia da 40 a 55 mm sulla colonna d’acqua, nell’Europa del Nord fino ad un massimo di 90 mm); dalla seconda metà del XIX le pressioni sono aumentate notevolmente (a causa dell’inserimento di registri che richiedevano maggiore pressione) e, in epoca più recente, sono stati raggiunti massimi di 2000 mm!

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANTICI CLICCATE SOTTO:

http://www.parrocchiasantagiustina.it/organo.htm              http://www.coralesantacecilia.it/organo.htm     http://www.organibresciani.it/organi/OFFLAGA/somieriB.jpg

Dai mantici l’aria giunge alle canne per mezzo dei somieri.                                                                                                                           Il somiere ha la funzione di indirizzare l’aria alle singole canne in conformità ai comandi provenienti dalla consolle tramite le trasmissioni. Sul somiere si trovano di regola più serie di canne dette registri. Da un lato il somiere è provvisto di congegni atti a innestare e disinnestare i singoli registri, dall’altro di valvole (ventilabri) azionati dalla tastiera.                                                                                                                           I principali tipi di somiere sono quello a canali per tasto, quello a canali per registro e quello senza suddivisione di canali. Nel primo caso ogni tasto agisce su un singolo ventilabro che immette l’aria in un canale da cui vengono alimentate tutte le canne che a quel tasto corrispondono. A questo tipo appartengono i classici somieri a tiro (detti anche a stecche) e a vento (o a ventilabrini). Nel somiere a tiro i registri vegono azionati per mezzo di stecche forate scorrenti sotto le singole file di canne tra i canali e il piano del somiere su cui poggino le canne; a registro innestato i fori della stecca mettono in comunicazione i singoli canali con le singole canne, mentre il disinnesto avviene con un piccolo scorrimento  della stecca per cui i fori si spostano e tolgono la comunicazione tra canali e canne. Nel somiere a vento, oltre ai ventilabri principali comandati dai tasti, ogni canna è dotata di un singolo piccolo ventilabro; l’innesto del registro è ottenuto con l’apertura di tutti i ventilabri delle canne del registro stesso. Nei somieri a canali per registro le coordinate sono invertite: tutte le canne di un registro ricevono aria da un unico canale, mentre ogni tasto apre tanti ventilabri quanti sono i registri: appartengono a tale tipo il somiere a pistoni (o a valvole coniche) e il somiere a membrana (i ventilabri sono sostituiti da membrane; quando il tasto non viene abbassato le membrane corrispondenti sono gonfie e occludono l’ingresso dell’aria alle canne; l’abbassamento del tasto provoca il loro sgonfiamento e quindi l’afflusso dell’aria). Senza suddivisione di canali era un particolare somiere inventato ed adottato dall’organaro seicentesco Eugenio Casparini; in esso ogni tasto agiva su unico grande ventilabro direttamente collegato a tuttte le canne corrispondenti al tasto stesso; l’innesto dei registri avveniva mediante le tradizionali stecche forate.

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I SOMIERI CLICCATE SOTTO:

 

http://www.borgovercelli.net/mt/organo/im/somiere2.jpg  http://www.sectioaurea.com/organi/mano.jpg    http://www.sectioaurea.com/scuola/org-demo.gif

 

 

La consolle riunisce tutti i comandi che devono essere azionati dall’organista: le tastiere, i comandi dei registri e di altri congegni (per le unioni tra le varie tastiere, per combinazioni di registri, ecc.). Ogni tastiera corrisponde, di regola, ad un particolare corpo sonoro, dotato di apposito somiere e racchiuso entro una propria cassa. Il numero dei manuali varia da 1 a 5; strumenti con più di cinque manuali vengono costruito solo eccezionalmente (è il caso di organi da concerto come quello costruito ad Atlantic City, USA che possiede 7 manuali!!).

 

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANUALI CLICCATE SOTTO:

 

http://www.die-orgelseite.de/pict/USA_AtlanticCity_ConventionHall.jpg

http://www.osl-organi.it/html/Monreale/Consolle.html

http://www.osl-organi.it/html/pagina%20consolle.html

 

Il collegamento tra i tasti della consolle ed i ventilabri del somiere e tra i comandi dei comandi dei registri stessi avviene per mezzo delle trasmissioni.

Il sistema di trasmissione può essere meccanico, con leva pneumatica, pneumatico tubolare, elettropneumatico, elettromagnetico.

Nella trasmissione meccanica il collegamento avviene direttamente per mezzo di un sistema di tiranti, leve e squadre, assi rotanti, detto catenacciatura.Nella trasmissione meccanica con leva pneumatica (detta anche leva Barker, perchè introdotta verso il 1835 dall’inglese Charles Spackman Barker) l’abbassamento dei tasti provoca l’immissine dell’aria in altrettanti piccoli mantici che, ringonfiandosi, muovono le leve della catenacciatura, eliminando ogni sforzo da parte dell’organista. Nella trasmissione pneumatica tubolare la catanacciatura è sostituita da piccoli tubi di piombo nei quali dai comandi della consolle viene immessa aria ad una certa pressione  che provoca, all’altra estremità dei tubi, il ribonfiamento di manticetti collegati con ventilabri e con comandi di innesto dei registri. Nella trasmissione elettropneumatica i comandi della consolle sono collegati elettricamente ad altrettanti relais posti presso il somiere; questi agiscono a loro volta su congegni pneumatici ai quali è affidato il movimento dei ventilabri e dei registri. Nella trasmissione elettromagnetica tutti i movimenti dei ventilabri e dei registri avvengono mediante elettromagneti.

 

Le canne costituisono il vero e prorpio corpo sonoro dello strumento. Esse possono essere classificate in due gruppi: canne ad anima (labiali) e canne ad ancia (o a lingua).

In una canna ad anima il suono è prodotto dalla vibrazione della colonna d’aria in essa contenuta: l’aria entra nel piede della canna, passa attraverso la fessura posta tra l’anima (diaframma collocato tra il piede e la canna vera e propria) e il labbro inferiore ed urta contro il bordo del labbro superiore, eccitando così la vibrazione dell’intera colonna d’aria. Nella canna ad ancia la vibrazione è prodotta da una sottile lingua metallica: racchiusa in apposito piede (o scarpa) tale lingua è incastrata ad un’estremità e si appoggia ad un canaletto contro i bordi del quale batte ad ogni vibrazione.

Salvo casi eccezionali le canne vengono costruite in metallo (stagno, piombo, leghe di stagno e piombo, talora rame e, in epoca recente anche zinco e alluminio) o in legno (rovere, noce, abete, cipresso, pero, ecc.); per l’ancia viene generalmente impiegato l’ottone.

Dalla lunghezza della canna dipende principalmente l’altezza del suono, mentre dalla larghezza e dalla forma il timbro. Le canne ad anima possono essere aperte o tappate all’estremità superiore; in una canna tappata il suono risulta di un’ottava più grave di quello prodotto da una canna aperta di uguale grandezza. Di canne aperte cilindriche (o, se di legno, a sezione rettangolare) di media grandezza sono costruiti il registro "Principale" e i registri della sua famiglia, di canne aperte di misura larga i registri della famiglia dei "Flauti", di canne aperte a misura stretta i registri della famiglia della "Viola".

 

I registri dell’organo possono essere accordati secondo il suono fondamentale, a 1 o 2 ottave inferiori o secondo i suoni suoni armonici. In conformità ad un’antica tradizione, l’altezza di suono di un registro viene indicata mediante il numero esprimente la lunghezza, misurata in "piedi", della canna corrispondente al tasto DO1 (che oggi è il primo tasto della tastiera).

Di 8 piedi (o più semplicemente di 8′) vengono detti i registri producenti il suono fondamentale, di 16′ quelli accordati all’ottava inferiore: i suoni armonici vengono espressi dai numeri 4′ (Ottava), 2 2/3′ (Duodecima), 2′ (Decimaquinta), 1 3/5 (Decimasettima), 1 1/3 (Decimanona), ecc.

I registri che producono il suono fondamentale e la sua ottava grave vengono detti "registri di fondo", quelli producenti gli armonici vengono detti "registri di mutazione" (questi ultimi se emettono più mutazioni contemporaneamente vengono chiamati "r. di mutazione composta": tali sono il Ripieno o il Cornetto).

Pubblicato 8 luglio 2006 da organarius83 in L'Organo: come è fatto?

Un pò di storia   2 comments

Carissimi Amici,

 

al più presto troverete la storia dell’organo dalle origini ai giorni nostri.

Cercherò di semplificarla, evitando di utilizzare termini eccessivamente tecnici, legati soprattutto al mondo dell’organaria. Il mio scopo è di rendere accessibile il materiale a tutti, o almeno alla maggioranza..!

 

A presto

 

Giuseppe

Pubblicato 2 luglio 2006 da organarius83 in Senza categoria