L’Organo: come è fatto?   1 comment

Ecco cosa c’è dietro la facciata delle canne..!

 

Il termine Organo deriva dal greco "organon" attraverso il latino "organum".

L’Organo è uno strumento musicale nel quale i suoni sono prodotti da canne alimentate da aria inviata da una manticeria e regolata per mezzo di tasti. Le parti costitutive dell’Organo sono: la manticeria, i somieri, la consolle, le trasmissioni, e le canne.

 

La manticeria provvede ad immagazzinare e fornire aria allo strumento ad una pressione costante. Nel corso dell’evoluzione storica dell’Organo furono impiegati mantici di tipo rudimentali, analoghi a quelli usati dai fabbri, mantici "a cuneo" o "a libro", mantici "a lanterna".Attualmente l’alimentazione dei mantici è regolarmente fornita da elettroventilatori. L’organaria classica ha sempre fatto uso di pressioni basse (in Italia da 40 a 55 mm sulla colonna d’acqua, nell’Europa del Nord fino ad un massimo di 90 mm); dalla seconda metà del XIX le pressioni sono aumentate notevolmente (a causa dell’inserimento di registri che richiedevano maggiore pressione) e, in epoca più recente, sono stati raggiunti massimi di 2000 mm!

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANTICI CLICCATE SOTTO:

http://www.parrocchiasantagiustina.it/organo.htm              http://www.coralesantacecilia.it/organo.htm     http://www.organibresciani.it/organi/OFFLAGA/somieriB.jpg

Dai mantici l’aria giunge alle canne per mezzo dei somieri.                                                                                                                           Il somiere ha la funzione di indirizzare l’aria alle singole canne in conformità ai comandi provenienti dalla consolle tramite le trasmissioni. Sul somiere si trovano di regola più serie di canne dette registri. Da un lato il somiere è provvisto di congegni atti a innestare e disinnestare i singoli registri, dall’altro di valvole (ventilabri) azionati dalla tastiera.                                                                                                                           I principali tipi di somiere sono quello a canali per tasto, quello a canali per registro e quello senza suddivisione di canali. Nel primo caso ogni tasto agisce su un singolo ventilabro che immette l’aria in un canale da cui vengono alimentate tutte le canne che a quel tasto corrispondono. A questo tipo appartengono i classici somieri a tiro (detti anche a stecche) e a vento (o a ventilabrini). Nel somiere a tiro i registri vegono azionati per mezzo di stecche forate scorrenti sotto le singole file di canne tra i canali e il piano del somiere su cui poggino le canne; a registro innestato i fori della stecca mettono in comunicazione i singoli canali con le singole canne, mentre il disinnesto avviene con un piccolo scorrimento  della stecca per cui i fori si spostano e tolgono la comunicazione tra canali e canne. Nel somiere a vento, oltre ai ventilabri principali comandati dai tasti, ogni canna è dotata di un singolo piccolo ventilabro; l’innesto del registro è ottenuto con l’apertura di tutti i ventilabri delle canne del registro stesso. Nei somieri a canali per registro le coordinate sono invertite: tutte le canne di un registro ricevono aria da un unico canale, mentre ogni tasto apre tanti ventilabri quanti sono i registri: appartengono a tale tipo il somiere a pistoni (o a valvole coniche) e il somiere a membrana (i ventilabri sono sostituiti da membrane; quando il tasto non viene abbassato le membrane corrispondenti sono gonfie e occludono l’ingresso dell’aria alle canne; l’abbassamento del tasto provoca il loro sgonfiamento e quindi l’afflusso dell’aria). Senza suddivisione di canali era un particolare somiere inventato ed adottato dall’organaro seicentesco Eugenio Casparini; in esso ogni tasto agiva su unico grande ventilabro direttamente collegato a tuttte le canne corrispondenti al tasto stesso; l’innesto dei registri avveniva mediante le tradizionali stecche forate.

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I SOMIERI CLICCATE SOTTO:

 

http://www.borgovercelli.net/mt/organo/im/somiere2.jpg  http://www.sectioaurea.com/organi/mano.jpg    http://www.sectioaurea.com/scuola/org-demo.gif

 

 

La consolle riunisce tutti i comandi che devono essere azionati dall’organista: le tastiere, i comandi dei registri e di altri congegni (per le unioni tra le varie tastiere, per combinazioni di registri, ecc.). Ogni tastiera corrisponde, di regola, ad un particolare corpo sonoro, dotato di apposito somiere e racchiuso entro una propria cassa. Il numero dei manuali varia da 1 a 5; strumenti con più di cinque manuali vengono costruito solo eccezionalmente (è il caso di organi da concerto come quello costruito ad Atlantic City, USA che possiede 7 manuali!!).

 

PER VEDERE IMMAGINI RIGUARDANTI I MANUALI CLICCATE SOTTO:

 

http://www.die-orgelseite.de/pict/USA_AtlanticCity_ConventionHall.jpg

http://www.osl-organi.it/html/Monreale/Consolle.html

http://www.osl-organi.it/html/pagina%20consolle.html

 

Il collegamento tra i tasti della consolle ed i ventilabri del somiere e tra i comandi dei comandi dei registri stessi avviene per mezzo delle trasmissioni.

Il sistema di trasmissione può essere meccanico, con leva pneumatica, pneumatico tubolare, elettropneumatico, elettromagnetico.

Nella trasmissione meccanica il collegamento avviene direttamente per mezzo di un sistema di tiranti, leve e squadre, assi rotanti, detto catenacciatura.Nella trasmissione meccanica con leva pneumatica (detta anche leva Barker, perchè introdotta verso il 1835 dall’inglese Charles Spackman Barker) l’abbassamento dei tasti provoca l’immissine dell’aria in altrettanti piccoli mantici che, ringonfiandosi, muovono le leve della catenacciatura, eliminando ogni sforzo da parte dell’organista. Nella trasmissione pneumatica tubolare la catanacciatura è sostituita da piccoli tubi di piombo nei quali dai comandi della consolle viene immessa aria ad una certa pressione  che provoca, all’altra estremità dei tubi, il ribonfiamento di manticetti collegati con ventilabri e con comandi di innesto dei registri. Nella trasmissione elettropneumatica i comandi della consolle sono collegati elettricamente ad altrettanti relais posti presso il somiere; questi agiscono a loro volta su congegni pneumatici ai quali è affidato il movimento dei ventilabri e dei registri. Nella trasmissione elettromagnetica tutti i movimenti dei ventilabri e dei registri avvengono mediante elettromagneti.

 

Le canne costituisono il vero e prorpio corpo sonoro dello strumento. Esse possono essere classificate in due gruppi: canne ad anima (labiali) e canne ad ancia (o a lingua).

In una canna ad anima il suono è prodotto dalla vibrazione della colonna d’aria in essa contenuta: l’aria entra nel piede della canna, passa attraverso la fessura posta tra l’anima (diaframma collocato tra il piede e la canna vera e propria) e il labbro inferiore ed urta contro il bordo del labbro superiore, eccitando così la vibrazione dell’intera colonna d’aria. Nella canna ad ancia la vibrazione è prodotta da una sottile lingua metallica: racchiusa in apposito piede (o scarpa) tale lingua è incastrata ad un’estremità e si appoggia ad un canaletto contro i bordi del quale batte ad ogni vibrazione.

Salvo casi eccezionali le canne vengono costruite in metallo (stagno, piombo, leghe di stagno e piombo, talora rame e, in epoca recente anche zinco e alluminio) o in legno (rovere, noce, abete, cipresso, pero, ecc.); per l’ancia viene generalmente impiegato l’ottone.

Dalla lunghezza della canna dipende principalmente l’altezza del suono, mentre dalla larghezza e dalla forma il timbro. Le canne ad anima possono essere aperte o tappate all’estremità superiore; in una canna tappata il suono risulta di un’ottava più grave di quello prodotto da una canna aperta di uguale grandezza. Di canne aperte cilindriche (o, se di legno, a sezione rettangolare) di media grandezza sono costruiti il registro "Principale" e i registri della sua famiglia, di canne aperte di misura larga i registri della famiglia dei "Flauti", di canne aperte a misura stretta i registri della famiglia della "Viola".

 

I registri dell’organo possono essere accordati secondo il suono fondamentale, a 1 o 2 ottave inferiori o secondo i suoni suoni armonici. In conformità ad un’antica tradizione, l’altezza di suono di un registro viene indicata mediante il numero esprimente la lunghezza, misurata in "piedi", della canna corrispondente al tasto DO1 (che oggi è il primo tasto della tastiera).

Di 8 piedi (o più semplicemente di 8′) vengono detti i registri producenti il suono fondamentale, di 16′ quelli accordati all’ottava inferiore: i suoni armonici vengono espressi dai numeri 4′ (Ottava), 2 2/3′ (Duodecima), 2′ (Decimaquinta), 1 3/5 (Decimasettima), 1 1/3 (Decimanona), ecc.

I registri che producono il suono fondamentale e la sua ottava grave vengono detti "registri di fondo", quelli producenti gli armonici vengono detti "registri di mutazione" (questi ultimi se emettono più mutazioni contemporaneamente vengono chiamati "r. di mutazione composta": tali sono il Ripieno o il Cornetto).

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Pubblicato 8 luglio 2006 da organarius83 in L'Organo: come è fatto?

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