Articolo su Gaetano Callido   6 comments

 

Gaetano Callido nacque ad Este (Padova) il 14 gennaio 1727 da Agostino e Veneranda Tagliapietra. Non si sa da chi abbia appreso i primo elementi dell’arte organaria: giunse a costruire il suo primo organo nel 1748 a Casale di Scodosia (Padova). Passò quindi alla scuola del celebre organaro di origine dalmata Pietro Nacchini, dal quale si staccò nel 1762 per iniziare una propria attività indipendente.

Alla stima del maestro doveva far riscontro quella dei contemporanei; già nel 1763 si trovava a dover costruire sei organi (di cui uno a due tastiere) e nel giro di pochi anni la sua attività doveva estendersi non solo su tutti i territori sotto il diretto dominio di Venezia, ma anche nelle Marche, in Romagna e persino a Costantinopoli. Nel 1766 egli riceveva il prestigioso incarico di rifare completamente i tre organi della basilica di San Marco a Venezia; terminatane la costruzione, ne fu nominato nel 1770 conservatore stabile.

La sua instancabile attività – con un ritmo di produzione che si mantenne all’incirca sulla media dei dieci organi all’anno – e le benemerenze e i vantaggi che ne derivavano a lui e a Venezia furono riconosciuti dal Senato che, con decreto del 27 marzo 1779, lo esentò da tutti i dazi di transito e stradali per il trasporto di sui strumenti fuori del territorio della Repubblica. Gli eventi politici e i mutamenti economico – sociali della fine del secolo XVIII, in particolar modo la soppressione delle corporazioni religiose decretata dal governo napoleonico, non sembrano aver influito gran che sul suo lavoro, che continuò a ritmo sostenuto sino al 1806 quando la gestione della fabbrica passò nelle mani dei figli. Continuarono l’opera paterna Agostino e Antonio. Nel 1830 la fabbrica passò nelle mani di Giacomo Bazzani che fu per lungo tempo alla scuola dei Callido. il Callido si spense a Venezia l’8 dicembre 1813.

Della sua prodigiosa attività rimane il resoconto schematico nell’elenco degli organi da lui costruiti; si tratta di tre tabelloni di tela su cui sono scritti ad inchiostro di china in ordine cronologico e con numerazione progressiva i nomi delle località e delle chiese in cui furono costruiti gli organi. L’elenco si ferma al numero 430 nel 1806. Esso si trova oggi in possesso della Biblioteca R. Lunelli di Trento, cui pervennero in dono dalla famiglia Bazzani.

 

Ringrazio sentitamente il sig. Roberto Cailotto che mi ha inviato il presente articolo.

 

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Pubblicato 26 giugno 2007 da organarius83 in Senza categoria

6 risposte a “Articolo su Gaetano Callido

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  1. Callido.. Callido.. sì, mi sembrava di averlo sentito nominare proprio in un qualcosa inerente alla basilica di S.Marco. Organaro quindi; guarda, io la Mascioni non la cambio con nessuno :p  Scherzo! :)) Non ho più saputo nulla di come stia andando al conservatorio: spero stia andando tutto bene, non mi pare ti manchi moltissimo, o sbaglio? Beh, ogni tanto mi faccio rivedere ^_^ In bocca al lupo in ogni caso 🙂 Ci si sente..
    Ciao

  2. Ciao, ho letto solo ora il commento che hai lasciato al mio racconto " Il suono dell\’organo" e ti ringrazio per le belle parole.No la foto non è mia, l\’ho scaricata da internet e non conosco i vari tipi di organi, ma adoro sentirli suonare.Ho visto che tu lo suoni e che posso ascoltarti e questo mi piace tantissimo, mi spiace di non avere mai molto tempo, ma appena posso ti leggo e cerco di andare dove posso ascoltare le tue registrazioni.Ti faccio sapere appena posso e sono felicissima di averti trovato.A prestociaoVally

  3. Ciao Giuseppe. Figurati, hai fatto benissimo a passare; mi ha fatto davvero molto piacere e ti ringrazio per il sostegno.
    Beh, vedi, è una cosa che è successa per volontà di Dio, e per quanto possa far male non resta che accettarla. La vita continua. Grazie ancora
    Ciao

  4. ciao è da tanto che  non passavo a visitare il tuo blog!nel frattempo ho fatto tante cose!e a te come va\’ah se non ti ricordi di me sono òla ragazza dei miti greci……….. se ti va passa a trovarmi!

  5. Ho avuto il piacere di ascoltare un organo Callido alla premiazione di una mia composizione in occasione del concorso A.Manoni a Montignano in prov. di Senigallia. Le ottave scavezza, la quinta del lupo, hanno stimolato la mia creatività avvicinando l\’antico al moderno scrivendo per quarti di tono.

  6. Ciao Giuseppe, dopo aver letto il tuo curriculum ed aver visto le tue foto, non posso che confermare la stima che nutro nei tuoi confronti come persona e come musicista!!! Grazie di tutto.
    Francesco

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