Archivio per la categoria ‘L’Organo: la storia

Un pò di storia…   11 comments

Cenni storici sull’organo

Il primo strumento che può essere designato Organo è l’ “HYDRAULIS” o Organo idraulico, di cui la tradizione attribuisce l’invenzione a Ctesibio di Alessandria (III sec. a. C.). Grazie alle descrizioni pervenuteci da anche scrittori quali Filone, Vitruvio, Erone, nonchè alla scoperta dei resti ben conservati di Organi idraulici (presso Budapest, dove sorgeva l’antica Aquincum e a Pompei) o di modelli (quale la terracotta risalente agli inzi del II sec. d. C. conservata al museo St.-Louis di Cartagine), si è oggi bene informati sulle caratteristiche di questo strumento. Esso era dotato di più registri, di somiere a canali per registro, di una tastiera estesa (nei tipi più evoluti) di circa due ottave (ogni tasto azionava una stecca forata, analoga alle stecche dei registri del somiere “a tiro”); era alimentato da aria compressa da pompe in recipienti contenenti acqua. L’ “hydraulis” era uno strumento di carattere  profano, usato soprattutto nei circhi; sembra che esso sia sopravvissuto  per tutto il prima millennio dell’era volgare, mentre conteporaneamente si faceva strada un altro tipo di organo che non sfruttatva più la pressione fornita dall’acqua e che gettava le basi del funzionamento così come ancora oggi avviene.

  

Mentre in Oriente l’organo conservò il carattere di strumento profano, in Occidente fu accolto dalla Chiesa, divenendone lo struento liturgico per eccellenza. Nel 757 l’imperatore Costantino Copronimo inviò a Pipino, re dei Franchi un organo che fu collocato nella chiesa di S. Cornelio a Compiègne; è questa una delle prime testimonianze dell’impiego dell’organo in un contesto liturgico. L’estensione della tastiera, inizialmente assai limitata, andò man mano aumentando: verso la metà del XV sec. essa raggiunse spesso le quattro ottave ed i tasti (in origine a forma di grande leva) si fissarono nella forma ancor oggi in uso. Nel XVI sec. iniziano le testimonianze dell’uso della pedaliera. L’invenzione del meccanismo del “registro” e la conseguente articolazione del corpo sonoro dell’organo in file di canne inseribili indipendentemente sembra risalire solo agli ultimi decenni del XV sec.

Con l’inserimento dei registri gli organari italiani separarono in registri singoli tutte le file di canne, limitando ad un solo registro (il Principale) il ruolo di registro di base, producente il suonofondamentale, accordando gli altri registri secondo i suoni armonici di ottava e di quinta, sì da ottenere dalla loro diversa combinazione sulla base del Principale svariati armonici artificiali. Tranne qualche rara eccezione sino al XVIII sec. i costruttori italiani rimasero fedeli al tipo d’organo in un sol corpo, comandato da un unico manuale e da e da una pedaliera di limitata estensione, spesso semplicemente accoppiata alla parte grave del manuale.

Nei paesi nordici già dal XV sec. l’organo era di considerevoli dimensioni e si articolava in due o più corpi a ognuno dei quali corrispondeva spesso una distinta tastiera. Una tappa fondamentale nell’evoluzione dell’organo nordico fu l’aggiunta al corpo principale (cioè il francese Grand-Orgue o il tedesco Hauptwerk) del “positivo tergale” (chiamato in tedesco Ruckpositiv); tale positivo venne poi stabilmente collocato sulla balaustra della cantoria, dietro le spalle dell’organista. Il positivo tergale divenne parte integrante di ogni grande organo nei paesi germanici, in Francia  ed anche in Spagna; rara fu la sua apparizione nel territorio italiano e comunque sempre ad opera di organari stranieri o su imitazione di quelli. Quale tezo, piccolo corpo d’organo, in Germani e nei Paesi Bassi si sviluppò il Brustwerk collocato ad una specie di armadietto, dotato di portelle, incorporato tra lo Hauptwerk e le tastiere: ve ne sono esempi, anche se limitati ad un solo registro (solitamente un regale) e senza tastera autonoma, anche in Italia nei sec. XVII e XVIII.

L’organaria francese, che ebbe la sua massima fioritura dalla metà del XVII alla metà del XVIII sec., anzichè aggiungere ulteriori completi corpi d’organo, preferì arricchire lo strumento di singoli registri solistici comandati da tastiere indipendenti: ai manuali del Grand-Orgue e del Positif si aggiunsero così un terzo manuale, limitato alla tessitura acuta, corrispondente ad un “cornetto” (Cornet séparé o Cornet du Récit), e un quarto manuale, anch’esso limitato al “dessus” e corrispondente ad un altro “cornetto” posto in posizione analoga al Brustwerk germanico, ma completamente nascosto onde produrre un effetto d’eco (Cornet d’Echo).

 

…Continua!!!

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Pubblicato 27 luglio 2006 da organarius83 in L'Organo: la storia